Il canto di Natale

Di Charles Dickens

Adattamento e regia di Luca Buggio


Un classico natalizio divenuto patrimonio dell’Umanità intera.L’opera forse più famosa di è stata riletta e reinterpretata in molte versioni, da quella di Walt Disney (che scolpì sulle fattezze di Ebenezer Scrooge il suo Scrooge McDuck, noto in Italia come Paperon De Paperoni), a quelle di Patrick Stewart e Jim Carey, protagonisti sul grande schermo nel 1997 e nel 2009, a conferma di un fascino, quello della fiaba dickensiana, senza tempo.

La vicenda è il “racconto fantastico sulla conversione dell’arido e tirchio Ebenezer Scrooge, visitato nella notte di Natale da tre spettri preceduti da un’ammonizione del defunto amico e collega Marley. Il Canto unisce al gusto del racconto gotico l’impegno nella lotta alla povertà e allo sfruttamento minorile, attaccando l’analfabetismo: problemi esasperati apparentemente proprio dalla Poverty Law (…), comodo tappabuchi tanto inefficace quanto dannoso ideato dalle classi abbienti. Il romanzo è uno degli esempi di critica di Dickens della società ed è anche una delle più famose e commoventi storie sul Natale nel mondo” (Wikipedia books).
L’allestimento si avvale, accanto alle scenografie consuete, di tecniche scenografiche non architettoniche, in particolare di scene “virtuali” ottenute proiettando immagini e dipinti d’epoca, per creare l’illusione di sfondati complessi.


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