Cultura da Valorizzare

 


Una lettera dal presidente dell’Associazione culturale Arvangia  pubblicata da TELLUS FOLIO

28 Dicembre 2008
Gentile Direttore,

Le chiedo spazio e visibilità per dare testimonianza di due momenti alti di cultura “diffusa e condivisa” che già nel nascere ha saputo coinvolgere un grande numero di persone. Si tratta di due spettacoli natalizi alla visione dei quali ho accompagnato un gruppo di arvangisti che, come me, desiderano affrontare il nuovo anno, anno orribile nelle previsioni di molti politici, all’insegna della partecipazione e delle alleanze per dare forza a chi realizza esperienze culturali che meritano attenzione.

Al primo spettacolo abbiamo assistito venerdì 26 dicembre presso il teatro San Paolo, nelle vicinanze di Cascine Vica, a Rivoli. Una favola in due atti e un epilogo ispirata alla celebre novella di Charles Dickens, dal titolo “Il Canto di Natale”, portata in scena dalla Cooperativa Mirafiori e dalla Compagnia dei Saltapasti con la regia di Luca Buggio, interprete del personaggio principale Ebenezer Scrooge. La Compagnia dei “Saltapasti”, nata nel 2003, si avvale della partecipazione di attori diplomati presso le scuole “Bizzarria” di Venaria, “Accademia Attori” di Rivoli e “Teatranza” di Moncalieri e ha il merito di organizzare laboratori di teatro per ragazzi in collaborazione con la Cooperativa Mirafiori. Proprio nell’ambito di questa esperienza si sono distinti alcuni allievi saliti sul palco e dietro la cabina di regia. Lo spettacolo ha emozionato il sottoscritto, gli amici arvangisti e tutto il numeroso pubblico presente. Attori allievi e attori diplomati, per impegno e passione, hanno regalato agli spettatori una prova di recitazione convincente ed efficace, rendendo la favola della conversione dell’arido e tirchio Scrooge, visitato nella notte di Natale da tre spettri, storia dei nostri tempi ricca di fascino e di insegnamenti.

Con la stessa bravura a Sinio, presso il salone teatrale della Compagnia di Oscar Barile, il giorno dopo, sabato 27 dicembre, ore 21, la Compagnia TeatraleL’Angelo Azzurro, preparata dalla regista Fulvio Roggero, da un testo di Corrado Quadro, ha portato in scena la divota comedia natalizia della tradizione piemontese “La favola di Gelindo”, interpretata in modo magistrale da Daniele Ronco. I giovani e talentuosi attori, la scenografia curata da Jacopo Valsania, i costumi preparati da Cristina Quaranta, le musiche dal vivo dei Canalensis Brando, hanno reso la rappresentazione offerta allo straripante pubblico (meno male che noi arvangisti avevamo i posti prenotati) superba e inolvidable come hanno commentato i sudamericani, discendenti di emigranti piemontesi, facenti parte del nostro gruppo.

Devo confessare, caro Direttore, che in entrambe le occasioni, a Rivoli come a Sinio, mi sono commosso, sentendomi orgoglioso per le energie che consumo nel reclamare rispetto per la cultura di territorio autentica, costruita con fatica giorno dopo giorno, capace di unire nello sforzo centinaia di persone. L’Assessore alla Cultura della Regione Piemonte Gianni Oliva ha dichiarato recentemente nel corso di un’intervista pubblicata dal quotidiano La Repubblicache in anni di ristrettezze bisogna privilegiare la cultura diffusa che nasce dall’interazione tra diverse agenzie educative e interpreta realmente i bisogni della comunità che la esprime. Potrebbe essere l’inizio di un’inversione di tendenza che non sperpera più lauti compensi a favore di personaggi ricchi e famosi, strapagati per riempire sale e piazze per brevi ed effimeri momenti di spettacolo da consumare superficialmente, ma aiuta, incoraggia e finanzia chi fa in modo che la cultura diventi risorsa per tutti, costringendo la gente ad uscire di casa per ritrovare la propria identità nella condivisione di storie, racconti e tradizioni di respiro universale. Credo che i modelli di cui voglio dare testimonianza, l’Associazione Il nostro teatro di Sinio, l’Ecomuseo delle Rocche del Roero e la sorprendente Compagnia dei Saltapasti, come altri gruppi che l’Associazione Arvangia conosce e segue con interesse, siano realtà concrete di cultura che cammina in mezzo alla gente, costa poco e produce risultati notevoli.

Noi dell’Arvangia continueremo a batterci perché questa cultura di territorio ottenga i riconoscimenti che merita, favorendo in ogni modo la partecipazione di chi prova indignazione ogni volta che viene a conoscenza dei costi esagerati della cultura da salotto sempre più autoreferenziale.

Un augurio di bene per il nuovo anno da

Donato Bosca

 

 

http://www.tellusfolio.it/index.php?prec=%2Findex.php&cmd=v&id=7558

 

http://www.cuneocronaca.it/news.asp?id=14290

IL CANTO DI NATALE, al Teatro San Paolo, 26 Dicembre 2008 alle ore 17.30

E con il teatro San Paolo si è concluso il tour natalizio del 2008.

Un’esperienza magnifica, che non solo ci ha fatti conoscere a un pubblico ben più numeroso di quello che avevamo, ma che ci ha permesso di far crescere un gruppo straordinario di persone.

Tre mesi fa tutti questi attori non si conoscevano nemmeno tra loro, e si sono visti per la prima volta tutti quanti insieme alla consegna del copione. L’avere portato in scena un testo così lungo e complesso, con così poco tempo per prepararlo, è stata la prova che i miracoli esistono. E le persone eccezionali pure.

Se queste sono le premesse, c’è da ben sperare per il futuro della nostra compagnia…

IL CANTO DI NATALE, al CPG, 19 Dicembre 2008 alle ore 21.00

Ecco una data memorabile per la compagnia dei Saltapasti.

Il 19 dicembre 2008 si debutta con il Canto di Natale, testo che ci regalerà grandi soddisfazioni ma, sopratutto, la consapevolezza di poter cambiare marcia per diventare una compagnia capace di proporsi a un pubblico “non più di soli amici”.

I fatti, alla fine dei conti, hanno dimostrato che facevamo bene a crederci.

IL SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE, al CPG, 22 Maggio 2008 alle ore 21.00

Il laboratorio di teatro ragazzi del CPG è nato nel 2006 per offrire ai giovani della zona uno spazio dove mettersi alla prova e imparare, attraverso il teatro, un modo di esprimersi e conoscere se stessi.

L’obiettivo del progetto per l’anno 2007, è stato ampliare le attività del laboratorio e portare in scena di una pietra miliare del teatro classico: il “Sogno di una Notte di Mezza Estate” di William Shakespeare.

Ecco una foto ricordo dalla sera della prima.

Alle messa in scena dello spettacolo hanno partecipato, alla fine, 17 ragazzi tra 7 e 21 anni. Alla recitazione sono state aggiunte parti cantate (su testi originali i spirati alle parole dell’opera teatrale) e danzate, per esaltare nel modo migliore i talenti di tutti gli interpreti.

La sera dello spettacolo il CPG era gremito di parenti e amici che, seppure avessero assistito al precedente saggio e fossero abituati a “performances” positive, hanno molto apprezzato il risultato dei loro ragazzi. Senza dubbio la qualità del lavoro può dirsi molto soddisfacente, e non è esagerato pensare, per questo gruppo, a una possibilità come piccola compagnia amatoriale.

CAMERE DA LETTO, al San Paolo, 17 Febbraio 2008 alle ore 21

La Compagnia dei Saltapasti è lieta di invitarvi allo spettacolo teatrale “Camere da Letto”, adattamento della divertente commedia di Alan Aykbourne,  diretta da Luca Buggio.

Lo spettacolo – all’insegna del tipico humour inglese – offre uno spaccato di vita quotidiana movimentato da una folle notte di incidenti e litigi: un’amara farsa sulla precarietà dei rapporti umani, la difficoltà di dialogo tra genitori e figli, le nevrosi e le gioie dei rapporti coniugali, la sessualità irrisolta o vissuta come tabù.

I letti in scena sono tre, con altrettante coppie che tentano di richiudersi nella più intima tra le stanze (la camera da letto appunto), dominate dal pudico desiderio di andare a dormire. Ma ahimè… ciò non avviene a causa della quarta coppia, che si inserisce nell’incastro  mandando in frantumi i nervi delle altre.

La commedia racconta dei coniugi Delia ed Ernest, che festeggiano ogni anno l’anniversario di matrimonio recandosi al solito ristorante che li fa mangiar male e li rapina sul conto; di Nick, infortunato e costretto (letteralmente) in un letto di dolore, e della sua consorte Jan, esasperata dall’amore presente e proiettata verso la nostalgia di quello passato; dei due impiastri Malcom e Kate, che decidono di inaugurare il loro nido d’amore con una festa destinata ad andare irrimediabilmente a rotoli. E di Trevor e Susannah, tormentati dalle proprie nevrotiche elucubrazioni, che si trascinano da una stanza all’altra portando con sé la crisi e l’instabilità, senza accorgersi (né preoccuparsi) di mettere a nudo i già precari equilibri della vita familiare altrui.

 

In una delle battute iniziali Delia dice: “…da una camera da letto si capiscono tante cose…”. Le tre camere da letto della commedia misurano la “temperatura” delle coppie in scena, e forse non soltanto, là dove lo spettatore può riconoscere il carattere di qualcuno di sua conoscenza: un parente, un amico. Se stesso.

 

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